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Monte Baldo: Tre Sentieri tra Creste, Mulini e il Santuario della Madonna della Corona

Tre escursioni sul Monte Baldo "Giardino d'Europa" con Francesca Mor, guida AIGAE: la cresta CAI 651 da Malcesine (12 km, EE, flora endemica baldese), la Val dei Mulini CAI 652 nel bosco umido (media, gratuita), e il Sentiero della Speranza CAI 73 verso il Santuario incastonato nella roccia (2,5 km, 600 m dislivello). Tre ambienti, tre tecniche, tre storie — dal geologico al devozionale.
Monte Baldo, tra Lago di Garda e Val d'Adige (Province di Verona e Trento, Veneto e Trentino)Lettura: 22 minPubblicato il 10 aprile 2026Aggiornato il 7 maggio 2026
Difficolta
Media
Adatto a
Escursionisti esperti (CAI 651), Famiglie con ragazzi 12+ (CAI 73 e 652), Appassionati botanica e geologia, Amanti storia e spiritualità, Dog-friendly (CAI 652 al guinzaglio), Chi vuole camminare con guida AIGAE certificata
Periodo
CAI 73: tutto l'anno (attenzione ghiaccio inverno) — CAI 652: aprile–novembre — CAI 651: giugno–ottobre

Monte Baldo: Tre Sentieri per Leggere la Montagna

Introduzione

Ti sei mai chiesto cosa significa davvero "leggere" una montagna?
Non sto parlando di guardare il panorama (quello è bellissimo, ma è solo l'inizio). Sto parlando di capire perché un sentiero passa proprio lì, perché certe piante crescono solo su quel versante, perché quella roccia racconta una storia di ghiacciai che non ci sono più.
Il Monte Baldo è molto più di un balcone sul Lago di Garda. È un libro aperto, dove ogni sentiero è un capitolo diverso, e oggi te lo racconto attraverso gli occhi di Francesca Mor, biologa e Guida Ambientale Escursionistica certificata AIGAE, una delle guide selezionate da Daniele per accompagnare gli eventi di EsplorApp.
Francesca non fa "semplici" escursioni. Lei ti insegna a guardare dove metti i piedi, a riconoscere una pianta endemica, a capire perché quel sentiero è stato costruito proprio così. Perché camminare sul Baldo non è solo camminare: è imparare a rispettare la montagna, a muoversi con consapevolezza, a capire che ogni passo ha un senso.
Oggi ti porto su tre sentieri diversi. Tre ambienti, tre tecniche, tre storie. Tre modi di vivere il Baldo che non dimenticherai.

Panoramica

Il Monte Baldo è una dorsale prealpina che si estende per circa 40 km tra il Lago di Garda (a ovest) e la Valle dell'Adige (a est). È chiamato "Giardino d'Europa" (Hortus Europae) per la straordinaria biodiversità: qui convivono specie mediterranee, alpine e relitte glaciali in un concentrato di ecosistemi unico al mondo.
Non è una montagna per "fare la cima e tornare giù". È una montagna da vivere con calma, da osservare, da capire. I sentieri che ti propongo oggi sono escursionismo puro: niente arrampicate, niente ferrate, niente attrezzature speciali. Solo tu, le scarpe, lo zaino, e la voglia di imparare.

I Tre Sentieri

  • Sentiero delle Creste (CAI 651) – La dorsale come racconto geologico e botanico
  • Val dei Mulini (CAI 652) – L'acqua come architetto del paesaggio
  • Sentiero della Madonna della Corona (CAI 73) – Il sentiero come gesto devozionale e opera ingegneristica
Ogni sentiero ha una personalità diversa. Scegli quello che ti risuona di più, oppure falli tutti e tre in giorni diversi. Il Baldo è una montagna generosa: più tempo le dedichi, più ti regala.

📍SENTIERO 1: Le Creste del Baldo – Dove il Cielo Incontra la Terra

Il Percorso

Partenza: Stazione a monte Funivia Malcesine-Monte Baldo (1760 m slm) Arrivo: Rifugio Telegrafo (2147 m slm) Segnavia: CAI 651 Difficoltà: Alta (EE - Escursionisti Esperti) Lunghezza: 12 km circa (solo andata) Dislivello: +600 m / -200 m Tempo: 4-5 ore Periodo consigliato: Giugno-Ottobre

Introduzione – Perché Questo Sentiero è Speciale

Il Sentiero delle Creste è forse l'itinerario più iconico del Monte Baldo. Ma non farti ingannare dal nome romantico: questa non è una "passeggiata panoramica".
È un sentiero di cresta a tutti gli effetti. Significa esposizione costante al vento, fondo variabile (pietra, erba, detrito), saliscendi continuo, e tratti che richiedono passo sicuro. Non ci sono passaggi tecnici da scalata, ma devi sapere dove metti i piedi.
Cosa imparerai camminando qui:
  • Come riconoscere le praterie primarie da quelle secondarie
  • Perché certe piante crescono solo su questa cresta e da nessun'altra parte
  • Come leggere il vento e orientarti quando la nebbia scende
  • Cosa significa camminare su una dorsale esposta
Francesca dice sempre: "La cresta non perdona la distrazione. Ma ti insegna il rispetto."

📍Tappa 1: La Funivia e l'Arrivo a Tratto Spino

Si parte da Malcesine, paesino sul Lago di Garda. Da qui prendi la funivia panoramica che in 10 minuti ti porta a 1760 metri, alla località Tratto Spino.
Costo funivia: ~€25-30 andata e ritorno (verifica sul sito ufficiale) Orari: Variabili a seconda della stagione (in estate aperta fino alle 18:30)
Appena esci dalla cabina, ti trovi su un pianoro erboso con vista mozzafiato sul Lago di Garda. Davanti a te, la cresta si snoda verso sud. È lì che andiamo.

📍Tappa 2: Bocca di Tratto Spino – Inizia la Cresta

Dal piazzale della funivia, segui il sentiero che scende leggermente verso Bocca di Tratto Spino. Qui inizia il CAI 651 verso sud, in direzione Cima Pozzette.
Il sentiero sale subito. Non è verticale, ma è costante. Il fondo alterna erba, pietra, e piccoli tratti tra i mughi (pini nani e fastidiosi che ti graffiano le gambe se non stai attento).
Cosa osservare:
  • Le praterie sommitali: non sono tutte uguali. Quelle primarie non sono mai state coltivate; quelle secondarie sono il risultato di pascoli abbandonati. Guarda le specie: dove vedi Nardus stricta (erba bambagia) sei su prateria primaria. Dove vedi Trifolium e Festuca, sei su prateria secondaria.
  • L'esposizione al vento: qui il vento è costante. È un "corridoio ecologico" naturale. Le piante sono basse, compatte, adattate allo stress meccanico. Osserva come si piegano tutte nella stessa direzione.

📍Tappa 3: Cima Pozzette (2128 m) – Il Primo Affaccio

Dopo circa 1 ora e 30 minuti di cammino, arriviamo a Cima Pozzette (2128 m).
Qui ti affacci per la prima volta sui circhi glaciali del versante gardesano. Sono conche perfette scavate dai ghiacciai durante l'ultima glaciazione. Guarda come la roccia è liscia, levigata. Quella è l'opera del ghiaccio.
Sul versante opposto (est), la Valle dell'Adige si apre profonda e verde. Nelle giornate limpide vedi il Lagorai, le Dolomiti di Brenta, persino gli Appennini all'orizzonte.
Pausa tecnica: Francesca consiglia di fermarsi qui per lavorare sull'uso dei bastoncini. In cresta servono per mantenere l'equilibrio, non per spingere. La tecnica è diversa rispetto alla salita in bosco.

📍Tappa 4: Cima del Longino e Forcella Valdritta – Il Cuore della Cresta

Da Cima Pozzette si prosegue verso Cima del Longino. Il sentiero è sempre in cresta, con saliscendi costanti. Non ci sono "pause" morfologiche: è un continuo sali-scendi che mette alla prova le ginocchia.
Arrivi a Forcella Valdritta (2110 m), un intaglio del crinale. Qui si lascia a sinistra il sentiero 5 che scende verso Malcesine attraverso la Riserva Naturale Integrale di Selva Pezzi (zona protetta, accesso limitato).
Deviazione per Cima Valdritta (2218 m): Se hai energia, lascia lo zaino e sali a Cima Valdritta, la vetta più alta del Monte Baldo. Ci vogliono 15 minuti in salita ripida tra le rocce, con un breve tratto attrezzato (facile, con cavi metallici).
Dalla cima, il panorama è totale: Garda, Val d'Adige, Dolomiti, Lessini. È un posto che ti fa sentire piccolo. Nel senso buono.

📍Tappa 5: Mulattiera della Grande Guerra – Verso il Telegrafo

Da Forcella Valdritta il sentiero diventa una mulattiera militare della Prima Guerra Mondiale. Qui passavano i soldati austriaci per rifornire le postazioni in quota.
La mulattiera si mantiene a ridosso del crinale sul versante atesino, con leggeri saliscendi. È più larga, più comoda, ma sempre esposta.
Dopo circa 1 ora e 30 minuti da Forcella Valdritta, arrivi al Rifugio Telegrafo (2147 m).
Il Rifugio Telegrafo è uno dei pochi rifugi del Baldo che ha mantenuto il fascino di "vero rifugio di montagna". Cibo ottimo, gestori appassionati, atmosfera autentica. Se puoi, fermati a dormire: l'alba da qui è qualcosa che non dimentichi.

Come Tornare?

Opzione 1: Torna indietro per lo stesso sentiero (altre 4-5 ore). Opzione 2: Scendi dal sentiero 654 fino a Strada Val Trovai (3 ore) – serve organizzare un'auto di appoggio. Opzione 3: Scendi dal sentiero 5 a San Michele / Malcesine (5 ore, ripido, sconsigliato se hai problemi alle ginocchia). Opzione 4: Dormi al rifugio e il giorno dopo prosegui verso sud fino al Rifugio Chierego / Fiori del Baldo e scendi con gli impianti Prada-Costabella.

Info Pratiche – Sentiero delle Creste

Equipaggiamento obbligatorio:
  • Scarpe da trekking con suola scolpita (fondamentale)
  • Bastoncini (aiutano moltissimo in cresta)
  • Giacca antivento (il vento è costante)
  • Occhiali da sole + crema solare (esposizione totale)
  • Acqua (almeno 1,5L) – non ci sono fonti lungo il sentiero
  • Cappello + guanti (anche in estate, in cresta fa freddo)
Quando andare: Giugno-Ottobre. Evita i giorni di nebbia (l'orientamento diventa difficile) e i giorni di vento forte (la cresta diventa pericolosa).
È adatto a te se:
  • Hai buona preparazione fisica e sei abituato a camminare in montagna
  • Non soffri di vertigini (alcuni tratti sono esposti)
  • Vuoi un'esperienza di cresta vera, non una passeggiata
  • Ti interessa la botanica alpina e la geologia
NON è adatto se:
  • È la tua prima escursione in montagna
  • Hai bambini piccoli (sotto i 12 anni sconsigliato)
  • Cerchi un sentiero "facile e panoramico"

📍SENTIERO 2: Val dei Mulini – L'Acqua Come Maestra

Il Percorso

Partenza: Ferrara di Monte Baldo (varie quote a seconda del punto di accesso) Segnavia: CAI 652 (e varianti) Difficoltà: Media Ambiente: Valle laterale, boscata, con presenza d'acqua Periodo consigliato: Aprile-Novembre (evita i periodi di piena)

Introduzione – Il Sentiero Meno Conosciuto

Se il Sentiero delle Creste è il palcoscenico, la Val dei Mulini è il backstage.
È una valle laterale, raccolta, discreta. Meno frequentata, più intima. È il sentiero perfetto se vuoi camminare nel bosco, ascoltare l'acqua, e capire come una valle si è formata nei millenni.
Cosa imparerai camminando qui:
  • Come l'acqua modella il paesaggio (erosione, deposizione, incisione)
  • Perché il bosco umido ha una biodiversità diversa rispetto al bosco secco
  • Come riconoscere un ambiente adattato all'umidità costante (muschi, felci, specie igrofile)
  • La storia dei mulini ad acqua e l'uso intelligente delle risorse montane
Francesca dice: "La Val dei Mulini è un esempio perfetto di paesaggio culturale, dove natura e uomo si sono integrati senza sovrapporsi."

📍Tappa 1: Valle dei Mulini (Avio) – L'Inizio

La Val dei Mulini parte da Avio (Trentino), un paese della Vallagarina. Da qui si entra nella valle formata dal torrente Aviana, che scorre rumoroso tra le rocce.
Parcheggio: Piccolo parcheggio lungo la SP 208, circa 2 km dopo Avio, in località Ponte Aviana (gratis).
Il sentiero CAI 652 inizia qui, in mezzo al bosco. È largo, ben segnato, con fondo vari ato: terra battuta, fogliame, brevi tratti umidi.

📍Tappa 2: Il Bosco Umido – Dove l'Acqua Domina

Appena entri nel bosco, senti subito la differenza. L'aria è più fresca, l'umidità è costante, il suono dell'acqua ti accompagna.
Cosa osservare:
  • Felci ovunque: Dryopteris filix-mas, Athyrium filix-femina. Le felci amano l'umidità. Se le vedi, significa che sei in un ambiente con acqua costante.
  • Muschi sulle rocce e sui tronchi: sono indicatori di umidità atmosferica. Più muschi vedi, più l'ambiente è umido.
  • Bosco misto: qui convivono carpini, frassini, aceri, faggi. Ogni specie occupa la sua nicchia in base all'esposizione e all'umidità del suolo.
Tecnica di cammino: Francesca insiste molto su questo: il fondo bagnato richiede attenzione. Il passo deve essere corto, controllato, con il peso distribuito. I bastoncini aiutano, ma non bisogna affidarsi solo a quelli.

📍Tappa 3: I Mulini – Storia e Cultura

Il nome della valle dice già tutto. Qui c'erano mulini ad acqua che sfruttavano la forza del torrente per macinare grano, segare legno, lavorare materiali.
Oggi la maggior parte delle strutture non è più visibile, ma il sentiero ti permette di capire come funzionava il sistema:
  • Prese d'acqua lungo il torrente
  • Canali che deviavano l'acqua verso i mulini
  • Ruote azionate dalla corrente
È un esempio di uso intelligente delle risorse: niente energia fossile, solo la forza dell'acqua. Una lezione di sostenibilità da chi ci ha preceduto.

📍Tappa 4: Ponte della Balanzà e Santuario Madonna della Neve

Dopo circa 1 ora e 30 minuti, il sentiero arriva al caratteristico Ponte della Balanzà, un ponte storico che attraversa il torrente Aviana.
Da qui il sentiero prosegue verso il Santuario della Madonna della Neve (1068 m), dove puoi fermarti per una pausa o proseguire verso il Rifugio Telegrafo se hai gambe e tempo.

Info Pratiche – Val dei Mulini

Equipaggiamento consigliato:
  • Scarpe da trekking con suola scolpita (fondo scivoloso)
  • Giacca impermeabile (può piovere anche se non piove altrove)
  • Bastoncini (aiutano sul fondo irregolare)
  • Acqua (lungo il sentiero ci sono ruscelli, ma meglio portarla)
Quando andare: Aprile-Novembre. In primavera il torrente è in piena e lo spettacolo è massimo. In autunno i colori del bosco sono incredibili.
È adatto a te se:
  • Ti piacciono i boschi e gli ambienti umidi
  • Vuoi un sentiero meno frequentato
  • Ti interessa la storia dei mulini e della cultura montana
  • Cerchi un'escursione di media difficoltà ma immersiva
NON è adatto se:
  • Cerchi panorami aperti (sei sempre nel bosco)
  • Vuoi un sentiero "facile" (ha comunque dislivello e tratti tecnici)

📍SENTIERO 3: Madonna della Corona – Il Sentiero Devozionale

Il Percorso

Partenza: Brentino Belluno (187 m slm) Arrivo: Santuario Madonna della Corona (774 m slm) Segnavia: CAI 73 (Sentiero della Speranza / Sentiero dei Pellegrini) Difficoltà: Media Dislivello: +600 m Distanza: 2,5 km Tempo: 1h30 - 2h (salita) Periodo consigliato: Tutto l'anno (attenzione a neve/ghiaccio in inverno)

Introduzione – Il Sentiero Come Opera d'Arte

Il Sentiero della Madonna della Corona non è "solo" un sentiero. È un'opera di ingegneria montana, un cammino devozionale, e un esempio perfetto di come si possa costruire un tracciato seguendo le linee naturali della montagna senza forzarla.
Per secoli è stato percorso da pellegrini che salivano dal fondovalle per raggiungere il Santuario. Oggi è uno dei sentieri più frequentati del Veronese, ma non per questo ha perso il suo fascino.
Cosa imparerai camminando qui:
  • Come si costruisce un sentiero storico (lastricato, gradoni, stabilizzazione)
  • Come gestire la progressione su fondo artificiale (scale, gradini ripetitivi)
  • Vegetazione rupicola (piante che crescono sulla roccia nuda)
  • Storia, fede popolare, e rapporto tra comunità e luogo sacro
Francesca dice: "Questo sentiero è un esempio di convivenza: tra natura e antropizzazione, tra turismo e tutela, tra frequentazione e rispetto."

📍Tappa 1: Brentino Belluno – Inizia il Cammino

Si parte dal piccolo paese di Brentino Belluno (187 m slm), in Val d'Adige.
Parcheggio: Grande parcheggio gratuito all'ingresso del paese (si riempie velocemente nei weekend).
Dal parcheggio, segui le indicazioni per il Santuario. Passi per il centro storico e arrivi subito alla scala selciata che segna l'inizio del sentiero.
Qui inizia il Sentiero della Speranza, chiamato così perché per secoli è stato percorso da chi cercava conforto, guarigione, speranza. Lungo il percorso incontri le stazioni della Via Crucis.

📍Tappa 2: I Gradoni nel Bosco – La Prima Salita

Dopo la scala selciata, il sentiero entra nel bosco con gradoni di pietra. Non sono gradoni qualsiasi: sono costruiti seguendo la pendenza naturale del terreno, stabilizzati con pietre locali, pensati per durare secoli.
La salita è costante ma mai eccessiva. Il ritmo è quello del pellegrino: lento, meditato, sostenibile.
Tecnica di cammino: Francesca insegna sempre: sui gradini la tecnica è fondamentale.
  • In salita: passo corto, tallone che appoggia per primo, peso distribuito
  • In discesa: passo ancora più corto, ginocchia leggermente piegate, bastoncini davanti
Dopo circa 20 minuti arrivi a una grande croce in cemento che domina la Val d'Adige. È un belvedere naturale: fermati, respira, guarda il panorama.

📍Tappa 3: La Scalinata nella Roccia – Lo Spettacolo

Proseguendo, il sentiero esce dal bosco e inizia la parte più spettacolare: la scalinata scavata nella roccia del Monte Cimo.
Questa non è una scala normale. È letteralmente scavata nella parete verticale, con gradini che si arrampicano a zig zag sulla roccia liscia. In alcuni punti la scala gira in una grotta naturale, poi riemerge dall'altra parte.
È qui che capisci perché questo sentiero è considerato un'opera d'arte.
Cosa osservare:
  • Vegetazione rupicola: sulla roccia nuda crescono solo piante specializzate. Guarda le fessure: lì trovi Saxifraga, Sedum, Ceterach (felce delle muraglie). Sono piante che sopravvivono con pochissimo suolo, pochissima acqua, esposizione totale.
  • Ingegneria storica: ogni gradino è posizionato seguendo le "linee di debolezza" della roccia. Non hanno forzato la montagna: l'hanno seguita.
Alcuni tratti hanno cordini metallici di sicurezza. Non sono sempre necessari, ma se soffri di vertigini, aggrappati.

📍Tappa 4: Il Ponte del Tiglio – L'Ultimo Passaggio

Dopo la scalinata arrivi al Ponte del Tiglio, un ponte in pietra del 1600 che attraversa il burrone.
Il nome viene da un antico albero di tiglio che cresceva qui di traverso, e che i pellegrini usavano come "ponte naturale" prima che costruissero quello in pietra.
Attraversi il ponte e sali l'ultima scalinata (la Via Matris Dolorosae, con 7 stazioni che ricordano i momenti dolorosi della vita di Maria).
Ed eccolo: il Santuario della Madonna della Corona.

📍Tappa 5: Il Santuario – Sospeso Tra Cielo e Terra

Il Santuario è letteralmente incastonato nella parete rocciosa a 774 metri di quota. Sembra sospeso nel vuoto.
L'interno è diviso in tre navate: due sono avvolte dalla roccia del Baldo (letteralmente scavate nella montagna), una ha vetrate che lasciano entrare la luce esterna. È un ambiente unico, silenzioso, potente.
Che tu sia credente o meno, questo posto ti lascia qualcosa dentro.

Come Tornare?

Opzione 1: Torna per lo stesso sentiero (1h30 in discesa). Opzione 2: Sali a Spiazzi (15 minuti a piedi o navetta ATV) e scendi in auto/bus. Opzione 3: Fai l'anello: da Spiazzi scendi per il sentiero nel bosco che riporta al Ponte del Tiglio, poi torni a Brentino.

Info Pratiche – Madonna della Corona

Equipaggiamento consigliato:
  • Scarpe da trekking con buona aderenza (gradini possono essere scivolosi)
  • Acqua (non ci sono fonti lungo il sentiero)
  • Cappello (i tratti su roccia sono esposti al sole)
  • Giacca leggera (al Santuario fa fresco)
Quando andare: Tutto l'anno, ma attenzione a neve e ghiaccio in inverno (le scale diventano pericolose). In estate parti presto (i tratti su roccia sono caldissimi).
Evita: Weekend e festivi in alta stagione (il sentiero è preso d'assalto). Se puoi, vai infrasettimanale.
È adatto a te se:
  • Vuoi un'esperienza che unisce natura, storia e spiritualità
  • Hai un minimo di allenamento (1500 gradini sono tanti!)
  • Ti interessa l'ingegneria montana storica
  • Cerchi un sentiero frequentato ma con un forte valore culturale
NON è adatto se:
  • Hai problemi alle ginocchia (troppi gradini)
  • Soffri di vertigini (alcuni tratti sono esposti)
  • Cerchi solitudine (è molto frequentato)

Conclusione – Tre Sentieri, Una Montagna

Il Monte Baldo ti offre tre modi diversi di camminare:
  • La cresta, dove il vento ti insegna il rispetto
  • La valle, dove l'acqua racconta millenni di erosione
  • Il sentiero devozionale, dove ogni gradino è un gesto di fede e ingegneria
Non sono "solo" escursioni. Sono lezioni a cielo aperto. Lezioni di botanica, geologia, tecnica di cammino, storia, cultura.
E quando cammini con guide come Francesca Mor, non torni a casa solo stanco. Torni a casa con gli occhi diversi. Sai leggere il terreno, riconoscere le tracce, rispettare i tempi della montagna.
Il Baldo non è una montagna da consumare velocemente. È una montagna da studiare, da capire, da amare.
Ci vediamo in cresta.
Dani
P.S. Se vuoi camminare sul Monte Baldo con Francesca Mor e le altre guide AIGAE selezionate da Daniele, segui gli eventi di EsplorApp. Sono esperienze che non dimentichi.

FAQ - Domande Frequenti

Posso fare questi sentieri da solo o serve una guida?
I sentieri sono ben segnalati e percorribili autonomamente se hai esperienza. Ma camminare con una Guida Ambientale Escursionistica come Francesca cambia completamente l'esperienza: impari a leggere il territorio, riconoscere le piante, capire la geologia. Non è "solo" una camminata: è una lezione di montagna.
Quale sentiero è più adatto a me?
  • Creste (CAI 651): Se sei allenato, vuoi una cresta vera, ami i panorami e non soffri di vertigini
  • Val dei Mulini (CAI 652): Se preferisci i boschi, vuoi meno frequentazione, ti interessa la storia dei mulini
  • Madonna della Corona (CAI 73): Se vuoi un sentiero storico, breve ma intenso, con forte valore culturale
Posso portare il cane?
Sentiero delle Creste: sconsigliato (tratti esposti, lungo, impegnativo). Val dei Mulini: sì, al guinzaglio. Madonna della Corona: sì, ma considerato i 1500 gradini e la folla, valuta bene.
Quanto costano questi sentieri?
  • Sentiero delle Creste: Funivia Malcesine ~€25-30 a/r + eventuale pernottamento rifugio
  • Val dei Mulini: Gratuito (solo costo benzina)
  • Madonna della Corona: Gratuito (parcheggio gratuito a Brentino)
Quando è il periodo migliore?
  • Creste: Giugno-Ottobre (evita nebbia e vento forte)
  • Val dei Mulini: Aprile-Novembre (primavera per l'acqua, autunno per i colori)
  • Madonna della Corona: Tutto l'anno (attenzione a ghiaccio in inverno)
Devo prenotare qualcosa?
No, i sentieri sono liberi. Ma se vuoi dormire al Rifugio Telegrafo, prenota (www.equipenatura.it). La navetta ATV per Madonna della Corona funziona solo primavera-autunno (verifica orari su www.madonnadellacorona.it).

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