CITTÀ ITALIANE
Lago del Corlo: kayak, ponti sospesi e trekking tra Veneto e Trentino
A un'ora da Padova, il Lago del Corlo nasconde un arco di roccia con cascata segreta, tre ponti sospesi e trekking per tutti i livelli. Guida completa con noleggio kayak, SUP e canoe, tre itinerari a piedi dal mini-trekking al giro esperto ad anello, e tappe extra alle Grotte di Oliero, alle cascate di Valstagna e al Lavandeto di Marostica.Adatto a
Famiglie con bambini, Amici, Escursionisti esperti, Appassionati kayak e SUP, Amanti laghi nascosti, Dog-friendly (al guinzaglio), Chi cerca refrigerio estivo
Periodo
Aprile – Ottobre (sconsigliato in inverno per ghiaccio sul tratto cascate)
Introduzione al tour e curiosità
Vorresti scappare dal caldo afoso e di rifugiarti in un piccolo fiordo norvegese tra Veneto e Trentino?

A poco più di un’ora da Padova si trova un lago artificiale che offre moltissime esperienze sia per gli esploratori in cerca di un po’ di refrigerio tra le sue acque limpide, sia per gli appassionati di trekking nella natura per sfuggire al sole, sia per chi vuole godersi qualche ora di meritato relax in riva al lago.

Infatti, anche con solo mezza giornata a disposizione ci si può dedicare ad attività per tutti i gusti, da quelle più rilassanti a quelle più dinamiche!
Vuoi provare nuovi sport sull’acqua in compagnia? Vuoi fare un piccolo trekking adatto a tutti e immerso nel verde o un'escursione vera e propria? Oppure preferisci trascorrere dei momenti di relax vista lago? Scorrendo questa guida, preparati a scoprire di più sul Lago di Corlo e le esperienze che puoi vivere in questa zona tutta da esplorare!

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Il Lago del Corlo: un po' di curiosità

Il Lago del Corlo si trova tra Bassano del Grappa e Feltre. Perché l’ho paragonato a un fiordo norvegese? Proprio perché, essendo di forma sinuosa e allungata, ricorda un braccio di mare dei paesi nordici che si prolunga per diversi chilometri all’interno della costa, circondato dalle pareti rocciose ricoperte di vegetazione e cascate.

Il lago è stato formato artificialmente nel 1955 per sfruttarne la potenzialità come bacino idroelettrico. Infatti, la diga a nord del lago sbarra il torrente Cismon che scende dalle catene montuose più a nord (Pale di San Martino e Lagorai). Il torrente si immette nel fiume Brenta poco più a sud del Lago di Corlo, a Cismon del Grappa per l’appunto, costituendone il più importante affluente.
Origine del suo nome e storia

Il nome di questo bacino idroelettrico deriva proprio dal borgo di Corlo. Viene chiamato anche Lago di Arsiè. Con il riempimento del lago gran parte del paese venne spostato più in alto ma si può ancora ammirare il campanile della vecchia chiesa che rimane dov’era posizionato in passato.

Il lato ovest del lago è più collinare e sono presenti abitazioni, servizi e zone ricreative in particolare la Rocca di Arsiè.
Il lato est, invece, presenta un bosco cresciuto sopra a delle rocce a strapiombo sul lago. Da Rocca partono molte escursioni che attraversano i vari ponti sul Lago del Corlo.

Proseguendo con la lettura scoprirai anche dove si trovano e attraversano a piedi i 3 ponti principali. Ci si può anche passare sotto con canoe, SUP e kayak esplorando il lago remando nelle sue acque tranquille.


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📍Tappa 0: Come raggiungere questo lago nascosto

In Auto
La nostra destinazione si trova in provincia di Belluno, a nord rispetto a Bassano del Grappa e ad Ovest rispetto a Feltre. Per raggiungere il Lago del Corlo abbiamo impostato sul navigatore “Il mondo di Fortunato”, un bar ristorante attrezzato con noleggio pedalò, SUP, kayak e canoe.

Ci siamo arrivati in auto attraversando Cittadella e Bassano del Grappa percorrendo la SS47 Valsugana. Da Padova non ci sono mezzi pubblici per raggiungere questa zona. Tuttavia, dal centro di Feltre esiste un autobus linea 027 che porta esattamente alla sponda ovest del lago da cui partono tutte le attività descritte di seguito.

Attenzione! Durante il periodo di alta stagione estiva e principalmente nei fine settimana, il traffico lungo la SS47 Valsugana per raggiungere il lago può creare ritardi essendo il punto nevralgico della viabilità della zona. Consigliamo di partire al mattino presto per evitare la folla che si dirige verso le montagne a nord!
In Bus

Sapevi che da Feltre è possibile prendere la linea Bus 27 per raggiungere la Rocca di Arsiè?
https://dolomitibus.it/files/orari/estivi/extra/Feltrino/Linea27_E.pdf
Fai attenzione agli orari e tieni d'occhio il link per averli sempre aggiornati.


📍Tappa 1: Arrivo e scelta dei mezzi di navigazione

Dopo aver parcheggiato l’auto nel parcheggio vicino a “Il mondo di Fortunato”, dove c'è anche un ampio bar interno ed esterno con tanto di servizio al tavolo, bagni per cambiarsi ed armadietti era il momento di scendere in acqua.

Qui, potevamo scegliere se goderci il tour a piedi attraversando i ponti sospesi con uno dei trekking ad anello attorno al lago (te ne parlo più avanti) oppure viverlo a pieno noleggiando una canoa, kayak, SUP e pedalò (anche elettrico).

Vista la giornata molto calda, abbiamo optato per la seconda opzione. Ognuno ha scelto il suo mezzo di navigazione preferito per la mattinata e, una volta indossati i giubbotti salvagente, siamo saliti a bordo delle nostre imbarcazioni per cominciare a remare.

Grazie ai ragazzi de “Il mondo di Fortunato” abbiamo preso confidenza con i mezzi e poi siamo partiti alla volta dell’esplorazione.

Il noleggio è permesso solo a persone di almeno quattordici anni, con un turno prenotabile per account.
Le imbarcazioni devono essere restituite senza danni, mantenendo una distanza di almeno 2 metri tra loro e 10 metri dalle sponde del lago. È necessario dimostrare il pagamento prima di salire a bordo e presentarsi 5 minuti prima dell'inizio del turno, rientrando al molo 5 minuti prima della fine. Non è consentito superare il numero di persone previsto per ogni imbarcazione, né portare animali su sup e canoe.

📍Tappa 2: Esplorazione del lago con mezzi a remi
Dopo circa 30 minuti di pagaiate sulle acque dai toni del verde e dell'azzurro del lago, siamo passati sotto a due dei tre ponti sospesi. Dopo il secondo, sulla sinistra, delle rocce si sporgevano più in fuori a formare un arco.

Ci siamo avvicinati, incuriositi da questa formazione naturale. Arrivati di fronte a questo arco che sorge nel lago, abbiamo visto che si poteva attraversare in sicurezza a bordo dei nostri mezzi a remo.

Abbiamo deciso di proseguire con la nostra esplorazione: la vegetazione cresce rigogliosa tutta intorno, l’acqua diventa sempre più azzurra e limpida a richiamare la nostra attenzione. Lentamente abbiamo attraversato l’arco e ci siamo ritrovati in una piscina naturale spettacolare con una temperatura di molto inferiore rispetto a quella del resto del lago.
Poi, in fondo, l’abbiamo vista: una splendida cascata che trasporta l’acqua gelida delle montagne circostanti e la getta nel lago, facendo scendere di diversi gradi la temperatura in tutta l’area.

Siamo rimasti senza fiato due volte: la prima dopo aver visto con i nostri occhi la meraviglia inaspettata della natura e la seconda quando i più temerari ci si sono tuffati dentro! Qualcuno è sceso a piedi per vedere da vicino le radici degli alberi che si calano nell’acqua del lago.

Sembra di trovarsi in un’oasi nascosta in un’altra dimensione e non a pochi chilometri dalle città! Siamo rimasti per un po’ di tempo in questo angolo nascosto del lago per ammirarlo e per goderci il refrigerio stando sui nostri mezzi di navigazione.
È stato indescrivibile trovarsi in un posto simile, ma poi siamo dovuti tornare alla realtà per prepararci a esplorare ulteriormente il lago seguendo le nostre tappe.

Uscendo dall’arco e remando verso sud abbiamo visto il terzo ponte, il maestoso “Ponte della Vittoria”: una passerella di legno sospesa su cavi d’acciaio con due torrioni storici alle estremità. Troverai indicazioni più approfondite più avanti nella guida. Piccolo spoiler:

📍Tappa 3: Pranzo e Relax sulle rive del lago

Ci siamo avviati verso riva perché dopo tutta l’attività fisica ci era venuto un certo languorino.

Dopo aver riconsegnato l’attrezzatura presso “Il Mondo di Fortunato”, abbiamo preso un aperitivo in compagnia sempre presso il locale. Infatti, oltre a noleggiare l’attrezzatura per navigare sul lago in modo ecosostenibile, offrono delle ottime bruschette, aperitivi e pranzi sia all’aperto ai tavoli sotto ai grandi ombrelloni che all’interno con l’aria condizionata.

Abbiamo preso il nostro pranzo per asporto e ci siamo spostati verso il Parco della Campagnola. Si tratta di una distesa d’erba posizionata lungo il lato ovest del lago dove si possono fare picnic e rilassarsi stesi su un telo lungo le rive del lago.

Sono ammessi anche i nostri amici a quattro zampe, purché al guinzaglio. Sulle rive del lago potrete anche incontrare diverse oche a passeggio: non è consigliabile dar loro da mangiare in quanto animali selvatici, meglio stare alla larga!

Abbiamo pranzato con calma e poi ci siamo rilassati stendendoci all’ombra dei grandi alberi del parco e chiacchierando. Abbiamo ricaricato le energie perché avevamo ancora diverse tappe nel nostro tour da seguire.

📍Tappa 4: esplorazione del lago a piedi e vari trekking
Dopo aver ricaricato le pile, ci siamo preparati per un mini trekking lungo il lago per visitare il Ponte della Vittoria che, con la sua maestosità, aveva catturato la nostra attenzione già durante la nostra avventura in acqua.
Il Lago del Corlo offre infatti moltissimi trekking per gli appassionati, dai principianti fino ai più esperti e amanti delle escursioni più toste.
In particolare, vi daremo alcune informazioni e tracce da seguire per un’esperienza calibrata sulle vostre esigenze. Le passeggiate e i trekking descritti sono stati provati in prima persona per permettervi di scegliere quello più adeguato a voi.
A) Mini-trekking di un'ora tra i ponti sospesi

Con il gruppo abbiamo optato per un mini-trekking visti i tempi brevi a disposizione e per andare incontro alle preferenze di tutti.

Abbiamo semplicemente seguito la costa ovest del lago in direzione sud per dirigerci al Ponte della Vittoria. Inizialmente, dal Parco della Campagnola c’è un sentiero bianco di sassi con una staccionata in legno lateralmente.

Prima di immettersi in Viale della Liberazione, noterete che tenendo sempre la sinistra c'è un sentiero d'erba che costeggia il lago.

Se lo trovate infangato potete anche decidere di imboccare Viale della Liberazione ma fate attenzione dato che non è provvisto ovunque di marciapiede.

Successivamente ci sono due alternative: una che ci porta ad attraversare già un ponte asfaltato prima di arrivare alla nostra destinazione, mentre l’altra ci porta direttamente al Ponte della Vittoria attraverso il paese di Rocca d’Arsiè. In alternativa, potete fare questo giro come se fosse un anello così li attraversate tutti e due.
In entrambi i casi sono circa 2km a tratta e ci si impiega un’oretta in totale andando con calma. Sono sufficienti delle scarpe da ginnastica, meglio se modelli da trail. Per sicurezza è meglio evitare le sneakers a suola piatta anche per le passeggiate più semplici!

Questa passeggiata è ben frequentata e c’è sempre segnale telefonico oltre a dei cartelli per indicare la strada verso il ponte. Si tratta di una passeggiata molto semplice. Fate attenzione ad attraversare il Ponte della Vittoria in quanto traballa parecchio e se avete le vertigini è meglio evitare e piuttosto tornare indietro perché c’è spazio tra una trave e l’altra sul camminamento. L’altro ponte (delle Bassane) è asfaltato e regala una bella visuale sul Ponte della Vittoria.

Se si vuole solamente vedere il ponte ed evitare la camminata, c’è un parcheggio non distante dove si può lasciare l’auto per poi fare poche centinaia di metri per raggiungere il ponte. Su Google Maps si può digitare “Parcheggio Ponte della Vittoria”, oppure il parcheggio della Chiesa di Rocca.

Ecco una mappa che può tornarvi utile per impostare il navigatore. Ci sono anche dei cartelli con delle indicazioni lungo la strada.
B) Trekking medio in due direzioni esplorando i dintorni del lago

Se il trekking precedente è troppo semplice per voi, potete aggiungerne un altro pezzo andando verso la parte nord del bacino d’acqua e raggiungendo le cascate. Se lo fatte in estate considerate di partire presto (quando il caldo è ancora sopportabile) e con scarpe da trekking

Sempre partendo da “Il Mondo di Fortunato” seguite un sentiero alla fine del parcheggio diretto verso nord che disegna il contorno del lago e pian piano viene circondato dagli alberi.


Passerete un paio di camping e strutture turistiche di piccole dimensioni. Come direzione potete impostare camping Gajole su Google Maps e attraverserete anche il "Lago Arsiè Camping Village".

Qui troverete un sentiero che resta tutto il tempo lungo il lago ed è molto piacevole, con un saliscendi non troppo impegnativo.
C’è anche una stradina asfaltata volendo però il sentiero è decisamente più bello in tutte le stagioni.
A un certo punto il sentiero finisce in una strada asfaltata (Via 1º Maggio) dove passa qualche auto e quindi potete fare retro-front e tornare indietro per lo stesso sentiero oppure se non fa troppo caldo considerate la possibilità di raggiungere le Cascate
In totale sono circa 2,5 km per tratta (evitando le cascate) e allungherete la passeggiata di circa un’ora andando con calma.

Se non siete escursionisti esperti o se non avete l’attrezzatura adeguata, non procedete da qui per esplorare l’area est del lago. Piuttosto seguite l’itinerario illustrato del mini-trekking che prima attraversa i ponti e poi procedete a nord lungo la sponda est del lago. È più sicuro e adatto a tutti. Il sentiero che vi si presenta dopo i ponti è tutto nel sottobosco, riparato dagli alberi con qualche salita.

C) Trekking per esperti per vedere il Lago a 360°
I più esperti, con un po’ di buonsenso, possono completare il giro ad anello nord del Lago del Corlo.


Si può fare in due modi: In senso orario: Partendo da dove si era interrotta la prima versione del trekking medio vicino al viadotto e alla centrale dell’Enel si prosegue sulla strada asfaltata per circa 300 metri tenendo la destra. Bisogna fare attenzione perché manca il marciapiede e passano alcune macchine.

Oppure in senso antiorario partendo dal primo Ponte che avevamo attraversato.
A un certo punto troverete un sentiero di sassi dove c’è una sbarra in quanto c’è stata una frana che non è pericolosa al momento, ma presenta difficoltà per chi non è molto allenato o non ha particolare dimestichezza.
Il tratto successivo del sentiero è coperto da dei grossi sassi franati che diventano più piccoli man mano che si rientra nel bosco.

In questo punto di mix tra sassi e bosco ci sono diverse cascatelle. Bisogna fare attenzione a superarle perché potrebbe essere scivoloso camminare sui sassi bagnati. Imperativo avere gli scarponi da escursione per questo percorso. In alcuni tratti è presente un cordino corrimano a cui aggrapparsi.
Si arriverà anche da qui ai borghi abbandonati e al tavolo da picnic coperto. Proseguendo, si arriva al ponte intermedio asfaltato di cui abbiamo parlato nel mini-trekking. Potete anche proseguire per andare a vedere il Ponte della Vittoria.

Il trekking per esperti è lungo circa 12 km e il dislivello è sui 300 metri. Lo consigliamo ad esperti per via del tratto a nord-est del lago con sassi franati e le cascate che è scivoloso e non sappiamo se sia stato ripristinato. Non è molto frequentato quindi vige la regola del buonsenso e mai uscire dal sentiero tracciato che è ben visibile e presenta dei cartelli dove necessario.

Il giro ad anello a nord del Lago del Corlo è percorribile preferibilmente in primavera per vedere le cascate dopo le piogge (se è scesa tanta pioggia, meglio evitare), estate per camminare all’ombra per gran parte del tempo ed autunno per vedere il foliage dei boschi. Sconsigliato in inverno per le lastre di ghiaccio che potrebbero formarsi sul tratto delle cascate.

Ecco la traccia google del percorso ad anello nord del Lago del Corlo, percorribile in senso orario o antiorario (preferibile per vedere prima i ponti e il tratto nel bosco con le case antiche): https://maps.app.goo.gl/2427dqD8nqJQCEHo9?g_st=it

Si passa attraverso borghi abbandonati e case antiche che venivano usate dagli abitanti del paese come abitazioni e poi rimesse per la legna. C’è un gran rispetto per tutta la zona in quanto vedrete che il sentiero è mantenuto in ordine. Si trova anche un tavolo riparato con panchine per una sosta.
A un certo punto troverete che da sentiero sterrato ci saranno sempre più sassi e potrete vedere qualche piccola cascatella. Se non siete esperti o non avete gli scarponi da escursione fermatevi e tornate indietro perché i sassi sono scivolosi e a tratti il percorso è sdrucciolevole.

Non entrate nelle case abbandonate che sono pericolanti ed è pericoloso entrarci. Questa zona è poco frequentata per le escursioni quindi, oltre a mantenerla pulita, è il caso di non andare da soli o avvisare qualcuno su dove ci si trova con la posizione in movimento di WhatsApp, per esempio, o le funzioni di "trova il mio telefono" di Apple e Android.
Esiste anche un percorso ad anello del sud del lago che è più breve e con circa un dislivello simile, ma non lo abbiamo ancora provato!
📍Tappa 5: Altre 4 attività interessanti da fare in zona

Torniamo al tour in giornata: se dopo aver remato nel lago, essersi rilassati al parco e aver visitato i vari ponti con un trekking non siete ancora stanchi, possiamo darvi una medaglia da Esploratori veri! O magari avete deciso di combinare tutte le attività nella stessa giornata.
Ecco per voi altre attività che si possono fare rientrando verso Padova, in particolare andremo ad Oliero e Marostica per incontrare tre bellissime realtà del territorio che si impegnano per valorizzare angoli di storia immersi nella natura, coltivare prodotti di qualità e molto altro... Continua la lettura per scoprire dove siamo andati!
1) Le Grotte di Oliero e il mondo Sommerso

Siamo nella Valle del Brenta, a Valstagna, e qui troviamo le grotte scoperte da Alberto Parolini nella seconda metà del 1800. Le sorgenti dell’Oliero nascondono le risorgive carsiche più grandi d’Europa e raccolgono le acque dei Sette Comuni dell’Altopiano di Asiago.

Le Grotte aperte al pubblico e visitabili sono quattro:
Covol dei Veci, La Grotta Parolini, Covol dei Assasini e Covol dee Soree.
Alla Grotta Parolini si accede con una piccola barca in legno trainata a mano, sempre accompagnati da guide naturalistiche ambientali del team Ivan (link: https://www.ivanteam.com/).

L'ingresso del parco insieme alla grotta è di 12 euro, la visita in barca alla Grotta Parolini dura circa mezz’ora, consiglio scarpe chiuse, e una giacca antivento la temperatura all’interno della grotta è costante a 12° sia in estate che in inverno, le acque sono gelide.

La grotta è lunga circa cento metri e larga una ventina, con tredici metri di acqua alimentata costantemente da un condotto a sifone. Prima di visitarla, è consigliato controllare il sito (link: https://www.grottedioliero.it/) per assicurarsi che l'accesso sia aperto, poiché in caso di maltempo persistente sull'Altopiano di Asiago, l'afflusso d'acqua potrebbe rendere pericolosa l'entrata.
All'interno della Grotta Parolini troverai un suggestivo imbarcadero che sembra uscito da un libro di fiabe, dove potrai ormeggiare e ammirare da vicino le stalattiti e la sala della colata, con una spettacolare colata alabastrina e le nicchie formate all'interno della grotta.
2) Cascate Calieroni

In pochi sanno che oltre alle Grotte di Oliero, quasi a ridosso della piazza del paese, che taglia in due l'abitato di Valstagna, si trovano una serie di pozze comunicanti formate dal Torrente Valstagna, usate come piscine naturali dai ragazzi della zona, e dai percorsi Rafting e Canyoning.

Qui consiglio di andare prima delle 17 per avere il sole pieno e accedere gratuitamente sdraiandoti sui massi a prendere il sole o per tuffarti nei punti più profondi, tra le acque cristalline. C'è anche una fontanella con acqua fresca quindi potete anche portarvi una borraccia.

Nessun lungo sentiero da affrontare o foresta da attraversare, visto che dalla Valsugana basta svoltare verso Valstagna, attraversare il ponte sul Brenta e costeggiare il fiume godendosi lo splendido panorama fino al centro del paese, in piazza San Marco, sulla quale si affaccia il municipio.

I parcheggi si trovano lungo la via https://maps.app.goo.gl/FqLGXHQLw6jKARxa8
3) Il Laghetto di Ponte Subiolo

Chiamato anche dell'Elefante Bianco, si trova a Valstagna, ed assieme a Oliero ed i Fontanazzi, rappresenta un sistema tra i più importanti a livello europeo di risorgive carsiche..

È una delle grotte più frequentate dai sub e dagli speleosub internazionali per le sue vaste dimensioni e per la sua grande suggestione.

Il suo sviluppo spaziale è di 365 m, il dislivello finora raggiunto di -149 m. La grotta si apre nella dolomia principale e inizia con il laghetto esterno, largo 20 metri e lungo 35.
In occasione di abbondanti precipitazioni l'acqua tracima creando un breve torrente che dopo circa 100 metri si getta nel fiume Brenta.

4)Il Lavandeto da Bepi a Marostica
Il signor Bepi ha iniziato a coltivare la lavanda per passione e nei prossimi anni comincerà a distribuire il suo prodotto di altissima qualità. La lavanda officinale che ha piantato infatti, è della specie più rinomata per i prodotti di cosmesi e farmacia.

Questo posto ha un qualcosa di mistico. Il suo lavandeto e il suo orto seguono una filosofia di rispetto del tempo. Ci sono diverse frasi, disegni, opere d’arte e cartelli sparsi per il suo terreno a ricordarci che noi siamo qui, nel presente e siamo un piccolo granello di riso in confronto all’enormità della natura.

Il rispetto che mette nella coltivazione della lavanda è incredibile. Il terreno non è sfruttato ma ci sono ampi spazi e le piante possono tutte respirare senza stare ammassate. Il profumo della lavanda è incredibile e ha moltissimi benefici per la pelle e la salute. Il signor Bepi ci ha fatto provare alcuni dei prodotti come un anti-zanzare naturale e l’olio essenziale di lavanda. Li hai mai provati?
In questo periodo la lavanda ha terminato la fioritura ma puoi tornare qui grtuitamente a Giugno 2025
Azienda Agricola Biologica Frison Maria Rita

La penultima tappa del nostro giro è stata la visita a un’azienda biologica sempre a Marostica che produce mirtilli, sebbene la città sia ben conosciuta per le deliziose ciliegie. La Signora Frison, che è stata anche impegnata come assessore per l’ambiente del comune, ci ha accompagnati nel campo di mirtilli biologici e ci ha spiegato come funziona la coltivazione di questi frutti deliziosi e salutari.

Il terreno del campo aveva una pendenza particolare per la distribuzione dell’acqua, c’erano delle zanzariere specifiche a diverse altezze in base all’altezza a cui riescono a volare alcuni insetti e alla loro grandezza fisica. Sono consentiti pochissimi prodotti per trattare queste coltivazioni per poter mantenere l’etichetta del biologico, il resto deve va fatto seguendo con ingegno le tempistiche della natura.

In questo periodo (fine Luglio) sono "Terminati", ma puoi tornarci a Giugno 2025.
Dopo la visita al campo, c’è stato il mirtilli-tasting e la successiva presa d’assalto del punto vendita per portare a casa i mirtilli deliziosi della Signora Frison. Abbiamo apprezzato l’unicità della sua azienda che ha saputo diversificare in un luogo dove quasi tutte le aziende puntano a fare ciliegie, lei è stata la prima che ha deciso di produrre mirtilli biologici. Essere un po’ ribelli a volte è la scelta giusta. :)
Per più informazioni trovate qui i loro contatti e orari di apertura del punto vendita: https://www.facebook.com/aziendaagricolafrisonmariarita/
Passeggiata nel centro di Marostica
Si conclude così la nostra giornata, con una passeggiata nel centro di Marostica per poter vedere la celebre piazza degli scacchi dove vengono svolte diverse manifestazioni storiche tutti gli anni. Ci sono molti bar validi attorno alla piazza per un aperitivo in compagnia al tramonto.
Speriamo che questa guida vi sia d’aiuto per programmare le vostre esplorazioni future. Alla prossima!
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